Vivere il mio tempo

Ti vorrei insegnare l’equilibrio
sopra un mare che è sempre tempesta
Per vivere il tuo tempo
e starci bene dentro.
Questo gioco è un gioco d’equilibrio,
devo solo farci un po’ la mano
perché stare nel mio tempo
è viverlo da dentro.

Ti direi: ”Hai ancora voglia di nuotare in questo mare?”
Aspettiamo l’aurora quando i più bei frutti saranno di tutti…

Vivere il mio tempo è viverlo da dentro.
Vivere il mio tempo è un equilibrio dentro.

  

Time (Shorter of breath and one day closer to death)

Ticking away the moments that make up a dull day
You fritter and waste the hours in an off hand way
Kicking around on a piece of ground in your home town
Waiting for someone or something to show you the way

Tired of liyng in the sunshine staying home to watch the rain
You are youg and life is long and there is time to kill today
And then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun

And you run and you run to catch up with the sun but it’s sinking
And racing around to come up behind you again
The sun is the same in the relative way, but you’re older
Shorter of breath and one day closer to death

Every year is getting shorter, never seem to find the time
Plans that either come to naught or half page of scribbled lines
Hanging on in quite desperation is the english way
The time is gone, the “post”  is over
thought i’d something more to say

###

Ticchettando via i momenti che riempiono un giorno noioso
Sciupi e sprechi le ore in una strada fuori mano
Gironzolando in un angolo della tua città
Aspettando qualcuno o qualcosa che ti mostri la via

Stanco di stare al sole in casa a guardare la pioggia
Sei giovane e la vita è lunga e ce n’è di tempo da ammazzare oggi
E poi un giorno t’accorgi che hai dieci anni alle spalle
Nessuno ti dice quando correre, hai mancato lo sparo iniziale

E tu corri e corri per raggiungere il sole, ma sta tramontando
E correndo intorno per spuntarti ancora alle spalle
Il sole è relativamente lo stesso, ma sei più vecchio
Col respiro più corto e un giorno più vicino alla morte

Ogni anno diventa più corto, nessuno sembra trovare il tempo
Progetti che finiscono nel nulla o mezza pagina di righe scarabocchiate
Sopravvivere in una quieta disperazione è il modo all’inglese
Il tempo se n’è andato, il post è finito, pensavo di dover dire di più

In clandestinità

Sulla branda, con l’odore della muffa nelle narici, con le pareti che sembrano un cimitero per le zanzare, con la promessa che non potrò mantenere, le ambizioni che ho smarrito, la presunzione che ho avuto tre anni fa nel credere che sarebbe stato più facile, con i sensi di colpa attaccati al cuore, rimastico la disfatta, vivendo in clandestinità.

Non è tempo per noi, e forse non lo sarà mai

Ci han concesso solo una vita,
soddisfatti o no qua non rimborsano mai.
Se per ogni sbaglio avessi mille lire che vecchiaia che passerei!
Strade troppo strette e diritte
per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un pò:
che andare va bene, però a volte serve un motivo.

Non è tempo per noi che non ci svegliamo mai,
abbiam sogni però troppo grandi e belli.
Belli o brutti abbiam facce che però non cambiano mai.
Non è tempo per noi e forse non lo sarà mai.

Non è tempo per noi che non ci adeguiamo mai,
fuori moda, fuori posto, fuori forma.
Non è tempo per noi che non vestiamo come voi.
Non ridiamo, non piangiamo, non amiamo come voi.
Forse ingenui, testardi e poco furbi, casomai,
non è tempo per noi e forse non lo sarà mai.

In camera mia il tempo si è fermato

In camera mia il tempo si è fermato. Ma non è solo un’impressione, è un dato di fatto.
Il calendario sopra allo stereo segna “settembre 2006”, è lì che il tempo si è fermato. Qualsiasi cosa, qualsiasi oggetto, rimanda a quel settembre di due anni fa, quando avevo due anni in meno, qualche certezza in più e la barba la tagliavo meno spesso. Tutto è come allora, la mia collezione di dischi è tutta lì, all’epoca non avevo ancora una media-library organizzata in un hard-disk esterno. Gli album dei Pink Floyd hanno un posto a parte, ma questo è scontato, non si muovono da lì. Gli altri album sono in fila nei loro ripiani,  su quello superiore gli originali, sugli altri due il resto. Sulla mensola a fianco allo stereo giace ancora l’ultimo album che ho comprato, Black Holes and Revelations dei Muse, acquistato un paio di mesi prima a Londra. Il muro ha ancora tutti i poster e i ritagli di giornale con cui l’avevo reso speciale, ma non c’è niente che sia successivo a quel Settembre 2006. Aprendo i cassetti non ho nemmeno bisogno di vedere dove sono le cose, lo so già, ricordo ancora benissimo la posizione di ogni cosa in ogni singolo cassetto. Ma quello che più di ogni altra cosa non è cambiato in questi anni è l’atmosfera che si respira in camera mia, anzi, che solo io respiro in camera mia. Qui il tempo si è fermato, ma ora ho bisogno di radermi due volte alla settimana.

E intanto il tempo passa…

Bambini, avanti basta, andatevene via
che tanto è inutile giocare, che tanto è tutta una grossa bugia
E fuori l’inverno è cattivo, brucia la terra, brucia l’ energia
e nei cappotti i vecchi infreddoliti pregano Dio che se li porti via

E c’è chi aspetta una vita in un bar quella schedina che non uscirà
ma intanto spera che aspettando si risolvano i suoi guai
Ma quante sere passate a parlare, a ragionare sulla demagogia
Bambini, pregate che arrivi il vento e se la porti via questa democrazia

E intanto il tempo passa e non gli frega niente di te che sopravvivi come un deficente
E intanto il tempo passa svelto e indifferente
lo vedi andare via, lo vedi fuggire via

E tra poco arriverà Natale
con quell’albero in plastica che non ne può più
e la gente aspetta un anno migliore per poterlo guardare in TV
Questa TV che non c’è mai niente, che c’è solo stronzate
ma questa sera tutti al televisore che c’è Pippo che ci porta via

E intanto il tempo passa…
E intanto il tempo và…
E intanto il tempo passa e se ne và…