Il giorno in cui capii di essere diventato grande

Il giorno in cui capii di essere diventato grande mi trovavo in Inghilterra, a Chesham precisamente, presso il White Hill Centre, una scuola arroccata su una collina, dove più o meno tutti i giorni il prof. Król ci dava lezioni di inglese. Era il 7 Agosto 2006, il penultimo giorno in Inghilterra, l’ultimo al White Hill Centre, l’ultima lezione di Król che avrei seguito in vita mia. Come al suo solito, Król decise di farci ascoltare una canzone (metodo d’insegnamento da me adoratissimo), e ci fece ascoltare “The tide is turning” di Roger Waters. Conoscevo già quella canzone, ma non avrei mai immaginato che da quel momento in poi sarebbe entrata così prepotentemente nella mia vita. A parte la bellezza di quel brano, ricordo benissimo la magia di quel momento. Mi rimarrano per sempre impresse nella mente quelle immagini, quelle facce che durante tutta la canzone non smettevo di osservare. E mentre la musica mi entrava dentro l’anima, mentre il mio sguardo scrutava l’intera stanza e ogni volto che incontrava, pensavo che da lì a poco avrei dovuto iniziare a fare i conti con il mio futuro, con la mia vita, che era finito il tempo di scherzare, che era finito il tempo di vivere in una campana di vetro, in una realtà ovattata.
Quello fu il giorno in cui per la prima volta mi resi conto di essere diventato grande, che avevo delle responsabilità, che avrei dovuto decidere dela mia vita da solo. Era proprio vero che “La marea stava cambiando”. Thank U, Król.

Chissà se certi momenti ritorneranno…

Certe cose forse capitano solo una volta nella vita! Non ritorneranno mai più i momenti vissuti in queste tre settimane a Londra! Dopo un’inizio in cui ci chiedevamo dove cavolo fossimo finiti, ci siamo resi conto che in realtà stavamo condividendo una vacanza con delle persone fantastiche, che nessuno s’aspettava di incontrare. Anche perchè per noi freschi d’esame questa era una vacanza che segnava uno spartiacque importante nella nostra vita, quello che ci avrebbe poi proiettato nella vita universitaria. Per altri, più piccoli di noi, era una vacanza studio normale, senza troppe preoccupazioni per il futuro. Ed ora che è finita rimangono solo un sacco di flash, di immagini, di ricordi che difficilmente riuscirò a dimenticare. Non scorderò mai Andrea Cristiani e i suoi “C’hai presente o’ schifo?”, Michele e i suoi “Tua madre….”, Giulia che non vedeva l’ora di sbarazzarsi di Previtero, Agnese che decorava le Vans, Francesco Jeva che faceva la verticale ovunque trovasse due sbarre parallele, la prof. Migliori e i suoi bambini, con Andrea che piangeva sempre… Non dimenticherò mai Giuliano, Ciccio Romanazzo, Antonio, Bramini, Allegra, la piccola Marta, l'”ascella”, Elena e soprattutto Valeria….

p>Ma soprattutto non mi dimenticherò mai di Michela, di Karmen, di Nilde, di Gianluca, di Andrea e tutto il gruppo di Calitri. Mi rendo sempre più conto che se vogliamo siamo persone fantastiche tutti, dal primo all’ultimo!

E anche se ho ancora qualche dubbio sul mio futuro, almeno questa vacanza mi ha fatto capire che la vita non è un film, che non ci sono repliche, che non la si può stoppare o mandare indietro come fosse un nastro. Per questo bisognerebbe viversi ogni istante al massimo, senza pensare troppo, pensando solamente che in realtà non c’è niente di davvero davvero assoluto!

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò…

Ma dove **zzo siamo finiti?

Mannaggia u’ n’mich’ r’ Crist! Ma dove **zzo siamo finiti? Siamo in una casa di **erda, sporca, piccola e disordinatissima! Siamo in 4 in una camera che in Italia sarebbe piccola per una persona soltanto! Io sto bestemmiando, Alessandro di +, Gianluca ancora di +, Andrea nn t’ n’ ric’ e nn t’ n’ cont’…. Mannaggia Eva!

 


Questo messaggio è stato scritto da Londra, Chesham, Hollybush Road No. 7, na bbett’la r **rda! E questa è solo la prima sera! Altre 20 davanti a noi!

AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!