Di nuovo! Per la seconda volta! E stavolta mi girano ancora di più perchè ho studiato l’impossibile e oltre… L’ho presa davvero male, avrei pianto un attimo dopo aver contato le risposte. Perchè in un secondo è scorso nella mia mente tutto il film delle conseguenze di quello che era successo: i miei genitori delusi, io con il morale sotto terra, il rimorso di poter esserci alla festa di compleanno di mio padre causa terzo appello e la sensazione di aver già rovinato la festa… Per non parlare poi della voglia di mollare tutto che mi è venuta, lo scoraggiamento totale, l’apatia assoluta in cui sono piombato. Per me non è facile come gli altri che dicono: “Ci si riprova fra 15 giorni!” Certo, è facile dirlo quando poi si ritorna a casa, con la mamma che ha già preparato la cena… Per me non è così… E’ molto più dura. C’è il mio futuro in gioco. Inizio a pensare che forse non è questa la mia strada, forse dovrei mollare tutto e cercarmi un lavoro, non lo so… Comunque Simone ha avuto ragione: “Nessuno ci insegna a vivere le nostre esperienze, dobbiamo farci le ossa da noi…” Mi sento molto un bambino che sta imparando a camminare! Non voglio sentirmi le urla addosso solo perchè non faccio i 100 metri in 10 secondi! Non servirebbe a nulla! Solo a scoraggiarmi di più… e convincermi a mollare…
Ebbene si, non ce l’ho fatta! Ma farcela sarebbe stato impossibile! Farcela nel modo in cui si tengono questi esami avrebbe significato davvero meccanizzare il proprio cervello per tararlo come dicono loro… E se permettete, il cervello è mio e lo comando io! Forse non sarà un gran cervello, ma ce l’ho da vent’anni e ormai mi ci sono affezionato! Il mio cervello non riesce a fare 30 esercizi di matematica (limiti, derivate, integrali, equazioni differenziali) in un tempo di 40 minuti. Non è umano! Ma il fatto che non ci riesca penso che sia abbastanza normale…. Questa mia prima bocciatura mi fa pensare a varie cose, e anche se non sono molto abbattuto, penso che forse dovrei ripensarci! Io voglio VIVERE, non funzionare!
Non ce la faccio a stare con tutto questo peso sulle spalle. Lo so che non dovrei, ma penso che in fondo tutto quello che faccio dipenda da me e da nessun’altro. La vita è mia e vorrei gestirmerla da me. Nessuno aveva detto che sarebbe stato facile, ma io ci sto provando… ma il fatto che ci riesca non è una certezza!
È che quando sono giù non ho voglia di fare più niente, non ho voglia di parlare con nessuno….
L’unica voglia è quella di essere Comfortably numb….
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