Mother should I build a wall?

Vai alla pagina Facebook di questo blog Vai al mio profilo Facebook Vai al mio profilo Twitter Segui questo blog

Archive for the ‘Pensieri e deliri’ category

Potere e bellezza di gioventù

gennaio 8th, 2012

Goditi potere e bellezza della tua gioventù, non ci pensare. Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite. Ma credimi, tra vent’anni guarderai quelle tue vecchie foto e in modo che non puoi immaginare adesso. Quante possibilità avevi di fronte, e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t’erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

Fà una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta.
Non essere crudele col cuore degli altri, non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perdere tempo con l’invidia. A volte sei in testa, a volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.

Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente, dimmi come si fa. Conserva tutte le vecchie lettere d’amore, butta i vecchi estratti conto. Rilàssati!
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno. Forse ti sposerai o forse no, forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant’anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio. Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro.

Goditi il tuo corpo, usalo in tutti i modi che puoi, senza temere quel che pensa la gente. È il più grande strumento che potrai mai avere. Balla! Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza, ti faranno solo sentire orrendo.

Cerca di conoscere i tuoi genitori, non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli, sono il miglior legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.

Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perché più diventi vecchio più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.

Sii cauto nell’accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.

Ma accetta il consiglio, per questa volta.

Un mondo

novembre 30th, 2011

Apro gli occhi e vedo la luce filtrare dalle fessure delle imposte. Al mio fianco c’è la ragazza più straordinaria del mondo. Dorme ancora ed è bellissimo guardarla mentre il suo viso è avvolto dal tepore delle lenzuola profumate.

Mi alzo e apro le finestre, voglio respirare a pieni polmoni l’aria fresca della città. Non c’è più traccia di smog da quando petrolio e carbone sono stati aboliti: le auto a benzina sono un lontanissimo ricordo, tutti si muovono usando mezzi elettrici, biciclette e monopattini. I pirati della strada sono quelli che girano in skate e rollerblade. Nell’aria non c’è nemmeno il fumo di una sigaretta, l’ultimo fumatore è morto un paio di anni fa: ricordo che fu uno scoop che fece il giro del mondo. Un pò come quando chiuse per fallimento l’ultima azienda che produceva armi: da allora nemmeno una scacciacani è stata più prodotta.

Entro in cucina, il sistema intelligente che governa la mia casa mi augura un buon giorno e mi prepara il mio solito cappuccino: il latte proviene direttamente da un allevamento locale, il caffè e il cacao li ordino su Internet da simpatici agricoltori del Brasile, prima o poi andrò a far loro visita.

Nel frattempo sull’invisibile monitor appaiono i titoli dei principali quotidiani di oggi. Oggi il presidente del Consiglio, una brillante ragazza di 30 anni, approverà la nuova Costituzione che tutti i cittadini hanno discusso e stilato in rete, alla quale tutti vi possono accedere a banda larga da quando è stata inserita tra i diritti fondamentali dell’uomo. L’attuale governo è stato liberamente votato dai cittadini che hanno scelto ministri e sottosegretari valutandone scrupolosamente i curricula. Nessun over 60 è stato eletto, il ministro più giovane ha 20 anni.

L’evasione fiscale è stata sconfitta: i contanti non esistono più, tutti i pagamenti sono tracciabili, ma tra poco anche questa precauzione sarà inutile poiché le imposte sono talmente basse che tutti i cittadini le pagano con piacere, visti i servizi che vengono loro offerti. Nessuno ha più l’istinto della furbata, del compromesso, del fregare il prossimo.

Il telelavoro è ormai diffusissimo, e nonostante in passato qualcuno abbia avanzato l’ipotesi di un’istruzione interamente via Internet, i bambini si recano nelle scuole, che sono tutte pubbliche, e sono felici di farlo in quanto si confrontano con culture diverse all’insegna del rispetto reciproco. “Tutti siamo uguali, tutti siamo unici” è il motto che campeggia all’ingresso del parco in cui si trova la scuola.

L’omofobia e la xenofobia non esistono più. È da circa mezzo secolo che la parola guerra è stata eliminata dai dizionari, nessuno se ne ricorda il significato. Forse in qualche vecchio libro di storia si parla ancora di associazioni come Emergency e Greenpeace, ma da quando hanno realizzato il loro sogno di diventare inutili sono solo un ricordo.

Ho deciso di portare la colazione a letto alla donna della mia vita. Dopo ho intenzione di fare un visita al nuovo museo cittadino, pubblico e gratuito, dopodiché….

TITITì… TITITì… TITITì…

.: SVEGLIA :.

Ritorno alla realtà.

Il mondo così com’è non è esattamente il posto in cui sogno di vivere. Ma lei c’è. La ragazza più straordinaria che esista è davvero al mio fianco. E questo mi consola, mi fa sperare, mi fa sognare.

Dire basta, dire sì

settembre 7th, 2011

È in base a delle scelte che sarai odiato o amato, evitato o sopportato, disprezzato o osannato.

La sostanza è tutta in ciò a cui dici BASTAe ciò a cui dici .

Basta ai compromessi morali, sì alla vita vissuta come si vuole.

Basta con i consigli buonisti, sì alle critiche che ti indicano la strada.

Basta col turismo di massa di gente inconsapevole e spocchiosa, sì alle notti su divani sconosciuti.

Basta con certe facce, non le sopporto più! Sì ad altre facce, vorrei vederle sempre!

Sì al coraggio di andare al cinema da soli a vedere film che non piacciono a nessuno
e basta coi filmetti dal solito scontato copione realizzati solo per far cassa al box office.

Basta con la fase difensiva, per vincere bisogna attaccare!

Sì al chiedersi sempre il perché, sì all’approfondimento della notizia che si ascolta,

sì all’essere considerato il solito rompipalle che non sa stare a tavola.

Basta con l’accondiscendenza, basta col perbenismo e il moralismo ipocrita di chi dovrebbe vergognarsi e non lo fa.

Sì alle persone che vogliono cambiare il mondo coi piccoli gesti e che ci riusciranno.

Basta a quelli che fanno finta di niente, a quelli che pensano solo a se stessi
perché non hanno una visione d’insieme.

Basta col potere in mano a certa gente, basta con l’illegale legalizzato.
Sì all’illegittimo che è giusto.

 

 

Sì a chi lotta e non si arrende, sì a chi ci prova.

Sì all’edonismo e ai bohémien.
Sì all’Indie Rock, al Funky Rock e al Rock ‘n Roll.

Sì a chi si siede in un angolo buio, in silenzio, a pensare, a esplorare il lato oscuro.

Sì al caffè corretto, basta col politicamente corretto.

Basta col cospargersi il capo di cenere.

Sì all’imparare sbagliando, fasciandosi la testa e poi sbagliando di nuovo.
Sì a chi si appassiona e a chi si emoziona.


Essere significa dire sì, significa dire basta.

Vita

maggio 18th, 2011

Non ci sono difese contro la meraviglia. Cose che qualcun’altro potrebbe guardare rimanendone più o meno colpito, in altri creano delle visioni, fermano il tempo. La vita è così: ti prende, ti si mette davanti agli occhi, fa un mossa. E la meraviglia si impadronisce di te.

Il vento tra i capelli, la musica rock, gli occhi in cui ti perdi e i capelli ricci, la neve e il sole, i film che ancora devi guardare e i libri che ancora devi leggere, la chitarra di David Gilmour e le poesie di Pessoa, le lacrime di gioia e quelle di dolore, il mondo che sogni e che cerchi di cambiare, le risate insieme a chi ti stima e anche quelle insieme a chi ti detesta, il vetro che fissi mentre il treno sfreccia veloce, le mani della persona che ami, dormire abbracciati, cadere e poi rialzarsi, gli asciugamani puliti e l’odore dell’ammorbidente, calpestare l’erba che è vietato calpestare, la clandestinità e la libertà, sognare e poi dimenticare, la coscienza di sé e la conoscenza delle cose, le strade che dividono per poi riunire, gli artisti e i cuori sanguinanti, la sera che come tutte le sere arriva a spegnere il giorno, ordinario o straordinario che sia, l’amore che dai e quello che ricevi, l’amore che ferisce e quello che guarisce.

E allora capisci che l’unica cosa da fare è abbandonarsi alla meraviglia. Nient’altro che vita.

Su questa terra è il più furbo che domina, credete pure alla storia dell’anima. Non c’è mai guerra se non c’è pecunia.
E l’uomo forte si nutre del debole che poi sul debole a sua volta si vendica. E in paradiso c’è aria di svendita.
Mettiti comodo: inizia il varietà.

E dare il culo è una formalità, può fare male solo a chi non lo fa.

Abbiamo ucciso i nostri profeti e dipendiamo dai deliri allucinati di chi promette soldi facili.
Non è importante da che parte stai, tanto non lo sai: sei solo un pezzo della macchina.

E così tuo malgrado sei lupo o sei pecora!

Welcome to the world.

Pensare di sé

agosto 8th, 2010

I pensieri che si fanno prima di prender sonno, si sa, sono quelli migliori, quelli più veri.

Penso molto la notte, quando il sonno non arriva e mi muovo alla ricerca di un lembo di lenzuola non ancora scosso dalla mia insonnia. E ultimamente mi passa davanti agli occhi la mia vita, o almeno, la mia vita da quando ne ho ricordi coscienti. O, meglio ancora, le convinzioni e i modi d’essere che non riesco ad abbandonare da quando vivo. E vedo che tutto ciò che ho fatto, pensato, detto o creduto non è stato altro che una lunga e ingannevole follia. Mi sorprendo per quello che ho davanti agli occhi e non riesco a vedere, e di ciò che invece è nascosto e riesco a cogliere perfettamente.
Non so recitare, non sono l’attore di me stesso, eppure mi sembra di interpretare un personaggio su una scena. E rendersi conto del fatto che tutti i propri gesti e le proprie idee non sono altro che una cronica ebbrezza è uno stupore tanto metafisico quanto nostalgico.

Scrive Pessoa:
“Non sapere di sé vuol dire vivere. Sapere poco di sé vuol dire pensare.
Sapere di sé vuol dire avere la nozione della parola magica dell’anima.”

Scegliere

luglio 3rd, 2010

È meglio scegliere sin dall’inizio con chi stare, altrimenti potresti ritrovarti a star bene con individui pronti a leccare il culo pur di ottenere ciò che in precedenza disprezzavano. È una questione di scelta, l’importante è rendersene conto e non pensare a ciò che potresti ottenere in cambio. Rimanere da solo può aiutarti a capire chi è infame e chi no, chi a te ci tiene e chi no. Talvolta è meglio fare la scelta sbagliata, piuttosto che non scegliere affatto, altre volte semplicemente scegli quello che hai sempre creduto fosse giusto per te.
Ma forse la scelta più difficile di fronte alla quale ci si possa trovare è tra la propria felicità e il rimanere se stesso.

Morphine – I Know You (part one)

25 minuti

maggio 7th, 2010

Aprire la vetrata. Compiacersi per l’ordine cronologico in cui sono disposti. Estrarre il decimo. Ammirarne per un paio di minuti la cover. Quella stretta di mano, quell’uomo in fiamme. Estrarre il disco dalla custodia e inserirlo nel lettore. Impostare il proprio impianto in modo che riproduca le tracce #1 e #5 consecutivamente, senza interruzione. Assicurarsi che nessuno rompa le palle per 25 minuti. Trovare una posizione comoda su un letto o su una poltrona. Spegnere la luce. Lasciarsi alle spalle ogni rimpianto, ogni problema, ogni insicurezza.

Alzare il volume.

 

► Play.

Proudly powered by
caniodica

using the Wordpress Platform
and loving Pink Floyd

© 2005-2012 | caniodica.com | Mother should I build a wall?

Site version: Classic | Mobile