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	<title>Mother should I build a wall? &#187; Musica</title>
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	<description>Un blog delirante, privo di qualsivoglia spunto creativo. Ma libero.</description>
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		<title>Abbattete quel muro</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 16:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>caniodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Roger Waters]]></category>
		<category><![CDATA[The Wall]]></category>

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		<description><![CDATA[Che Roger Waters avesse una certa vocazioni per le arti figurative lo si sapeva già dai tempi in cui era un giovane iscritto della facoltà di Architettura di Cambridge. Fu lì che nella metà degli anni 60 conobbe Syd Barrett e David Gilmour, i quali segnarono la sua carriera artistica e con cui condivise l’epopea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Che Roger Waters avesse una certa vocazioni per le arti figurative lo si sapeva già dai tempi in cui era un giovane iscritto della facoltà di Architettura di Cambridge. Fu lì che nella metà degli anni 60 conobbe Syd Barrett e David Gilmour, i quali segnarono la sua carriera artistica e con cui condivise l’epopea musicale dei Pink Floyd negli anni 70. Epopea che vide con <em>The Wall</em>, nel 1979, il culmine dell’opera di Roger Waters.</p>
<p align="justify">The Wall non è solo un album musicale simbolo del rock, ma è qualcosa di molto più ambizioso: un processo pubblico all’idealismo del decennio precedente che segnava l’era in cui la generazione dei nati nel dopoguerra poteva riconoscersi, una ricerca di libertà e di identità che col tempo aveva fallito, lasciandosi dietro rimpianti, rimorsi, e paranoie e tanta violenza. Una metafora straordinariamente efficace per spiegare la trasformazione del musica rock in una macchina subdola, che assegna al musicista il ruolo di tiranno rispetto ai suoi fan. Fu così che Roger Waters capì che c’era bisogno di ergere un muro invalicabile tra sé, la rockstar tiranna,&#160; e il suo pubblico, a simboleggiare l’incomunicabilità umana. Ma The Wall è soprattutto il tentativo di Roger Waters di fare i conti con il proprio passato e i propri tormenti.</p>
<p align="justify">Oggi, a più di 30 anni di distanza, Roger Waters è di nuovo in giro per il mondo a portare in scena il suo muro largo 70 metri ed alto più di 10. Lo show è lo stesso del tour con i Pink Floyd, ma il suo significato, oggi, è più ampio e profondo che mai. La rabbia e l’aggressività di quegli anni è ora mutata in riflessione ed indignazione.    <br />Conoscere il passato per capire il presente. Una passato che durante lo show viene continuamente evocato e raffrontato ai giorni odierne: dalle foto dei caduti della seconda guerra mondiale (in cui cadde anche il padre di Waters) a quelle dei caduti in Iraq e in Afghanistan, dalle bombe sganciate dagli aerei in <em>Goodbye Blue Sky</em> che ora si sono trasformate nei simboli delle compagnie petrolifere e dei grandi dell’economia capitalistica occidentale. Fino ad arrivare all’esecuzione di <em>Mother</em>, durante la quale le immagini dello stesso Waters durante un concerto degli anni 80 vengono proiettate in perfetta sincronia, il passato e il presente, e durante il quale una enorme videocamera viene puntata sul pubblico, per ricordare a tutti che una grande mamma ci osserva e ci fa sentire oppressi.<img style="margin: 0px 0px 0px 9px; display: inline; float: right" align="right" src="http://www.caniodica.com/img/Tutto-sommato--solo_E923/flowers_thumb.png" width="148" height="150" /></p>
<p align="justify">Nelle canzoni di The Wall Roger Waters ha scaricato tutto ciò che lo rendeva un uomo aggressivo e insicuro: il dolore per la perdita del padre, l’odio per le rigide scuole inglesi che sopprimevano qualsiasi forma di creatività, l’ossessiva presenza della madre, la frustrazione per l’infedeltà della moglie sfogata nelle sue tristi scappatelle con le groupie. Temi che vengono descritti in termini teatrali in modo mordace e critico, attraverso la figura della rockstar Pink. Giganteschi pupazzi vengono fatti muovere sul palco, sovrastando il muro a cui man mano vengono aggiunti mattoni, fino a completarlo, lasciando il pubblico da un lato, e la rockstar dall’altra.<img style="margin: 21px 10px 15px 0px; display: inline; float: left" align="left" src="http://www.caniodica.com/img/Tutto-sommato--solo_E923/empty_thumb.png" width="240" height="180" /></p>
<p align="justify">È a quel punto che l’uomo debole, dapprima costretto dietro il muro, finisce con l’adeguarsi a quello stato, e il muro da simbolo di oppressione diviene il suo unico rifugio. Egli&#160; può solamente accettare ciò che gli viene imposto, battere le mani al potente di turno e divertirsi, <em>correre come un pazzo</em> dietro di lui, <em>seguire i vermi</em> e omologarsi.</p>
<p align="justify">Ma arriverà il momento in cui tutti i nodi verranno al pettine. Si arriva così a <em>The Trial</em>, il punto più alto della teatralità dell’intera opera. Pink viene processato. Vengono chiamati a testimoniare tutti le figure complici di quel paranoico percorso esistenziale. La colpa è paradossale: Pink ha provato dei sentimenti, e pertanto la condanna sarà esemplare. Il muro viene abbattuto e Pink sarà messo a nudo di fronte a i suoi simili, di fronte cioè a quella società da cui tenta di proteggersi da sempre.</p>
<p align="justify">The Wall è tutto questo: un’opera di più di trent’anni, ma ancora straordinariamente attuale. E alla fine, nonostante tutto il cinismo e il nichilismo in cui siamo piombati, un pò di speranza rimane. La speranza di una parte della società, <em>i cuori teneri e gli artisti</em>, che nonostante tutto l’odio, l’ostilità e l’indifferenza che ricevono, continuano a sognare una società migliore cercando di esserne il cuore pulsante.</p>
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		<title>Lupo o pecora: welcome to the world</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 12:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>caniodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e deliri]]></category>
		<category><![CDATA[Negrita]]></category>

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		<description><![CDATA[Su questa terra è il più furbo che domina, credete pure alla storia dell’anima. Non c&#8217;è mai guerra se non c&#8217;è pecunia. E l&#8217;uomo forte si nutre del debole che poi sul debole a sua volta si vendica. E in paradiso c&#8217;è aria di svendita. Mettiti comodo: inizia il varietà. E dare il culo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su questa terra è il più furbo che domina, credete pure alla storia dell’anima. Non c&#8217;è mai guerra se non c&#8217;è pecunia.    <br />E l&#8217;uomo forte si nutre del debole che poi sul debole a sua volta si vendica. E in paradiso c&#8217;è aria di svendita.     <br />Mettiti comodo: inizia il varietà.</p>
<p>E dare il culo è una formalità, può fare male solo a chi non lo fa.</p>
<p><font size="4"></font></p>
<p>Abbiamo ucciso i nostri profeti e dipendiamo dai deliri allucinati di chi promette soldi facili.    <br />Non è importante da che parte stai, tanto non lo sai: sei solo un pezzo della macchina. </p>
<p><font size="5">E così tuo malgrado sei lupo o sei pecora!</font></p>
<p><font size="4">Welcome to the world.</font></p>
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		<title>Solo mia (non sei)</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 10:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>caniodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Solo mia]]></category>
		<category><![CDATA[Vinicio Capossela]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardo il cielo che risplende e mi chiedo dove sei, cerco te, ma dove sei? Dove sei? E anche il cielo che risplende non mi dice dove sei, cerco te, ma tu chi sei? Tu chi sei? Pioggia, vento e triste gioia, anche in cielo vedo cerco te, ma tu chi sei? Di chi sei? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Guardo il cielo che risplende e mi chiedo dove sei,    <br />cerco te, ma dove sei?</p>
<p align="left"><font size="6">Dove sei?</font></p>
<p align="right">E anche il cielo che risplende non mi dice dove sei,    <br />cerco te, ma tu chi sei?</p>
<p align="right"><font size="6">Tu chi sei?</font></p>
<p align="center">Pioggia, vento e triste gioia, anche in cielo vedo    <br />cerco te, ma tu chi sei?</p>
<p align="center"><font size="6">Di chi sei?</font></p>
<p> <font size="6">
<p align="center"></p>
<p align="center"><font size="4">Di chiunque tu ora sia, solo mia non sei.</font></p>
<p align="center">&#160;</p>
<p> </font>
<p align="center"><font size="4"></font></p>
<p> <center style="visibility: visible"><embed src="http://assets.myflashfetish.com/swf/mp3/mff-stick.swf?myid=66641270&amp;path=2010/09/12" quality="high" wmode="transparent" flashvars="mycolor=000000&#038;mycolor2=000000&#038;mycolor3=FFFFFF&#038;autoplay=false&#038;rand=0&#038;f=4&#038;vol=100&#038;pat=2&#038;grad=false" width="219" height="35" name="myflashfetish" salign="TL" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" border="0" style="visibility:visible;width:219px;height:35px;" /></p>
<p></center></embed></center><center></center><center></center><center></center><center></center>
</p>
<p> <center></center>
</p>
<p> <center></center></p>
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		<title>25 minuti</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 17:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>caniodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e deliri]]></category>
		<category><![CDATA[Pink Floyd]]></category>
		<category><![CDATA[Syd Barrett]]></category>

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		<description><![CDATA[Aprire la vetrata. Compiacersi per l’ordine cronologico in cui sono disposti. Estrarre il decimo. Ammirarne per un paio di minuti la cover. Quella stretta di mano, quell&#8217;uomo in fiamme. Estrarre il disco dalla custodia e inserirlo nel lettore. Impostare il proprio impianto in modo che riproduca le tracce #1 e #5 consecutivamente, senza interruzione. Assicurarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 15px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="left" src="http://www.caniodica.com/img/25minuti_BD40/fender.png" width="48" height="180" /> Aprire la vetrata. Compiacersi per l’ordine cronologico in cui sono disposti. Estrarre il decimo. Ammirarne per un paio di minuti la cover. Quella stretta di mano, quell&#8217;uomo in fiamme. Estrarre il disco dalla custodia e inserirlo nel lettore. Impostare il proprio impianto in modo che riproduca le tracce #1 e #5 consecutivamente, senza interruzione. Assicurarsi che nessuno rompa le palle per 25 minuti. Trovare una posizione comoda su un letto o su una poltrona. Spegnere la luce. Lasciarsi alle spalle ogni rimpianto, ogni problema, ogni insicurezza.    </p>
<p>Alzare il volume.</p>
<p>&#160;</p>
<p><font size="4">► Play.</font></p>
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		<title>Il conformista</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 21:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>caniodica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e deliri]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Gaber]]></category>

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		<description><![CDATA[Il conformista è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta. Il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa. È un concentrato di opinioni che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire. Forse da buon opportunista si adegua senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 30px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" border="0" align="right" src="http://www.caniodica.com/img/Ilconformista_DB61/conformista.png" width="93" height="240" /> Il conformista è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta.     <br />Il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa.     <br />È un concentrato di opinioni che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani     <br />e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire.     <br />Forse da buon opportunista si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso.</p>
<p>Il conformista è un uomo a tutto tondo che si muove senza consistenza.    <br />Il conformista s&#8217;allena a scivolare dentro il mare della maggioranza.     <br />È un animale assai comune che vive di parole da conversazione.     <br />Di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori.     <br />Il giorno esplode la sua festa che è stare in pace con il mondo e farsi largo galleggiando.</p>
<p>Il conformista non ha capito bene che rimbalza meglio di un pallone.    <br />Il conformista: aerostato evoluto che è gonfiato dall&#8217;informazione.     <br />È il risultato di una specie che vola sempre a bassa quota in superficie     <br />poi sfiora il mondo con un dito e si sente realizzato.</p>
<p><font size="4">Vive, e questo già gli basta.&#160; <br />E devo dire che oramai somiglia molto a tutti noi.</font></p>
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