Dieci (buoni?) propositi per il 2017

Se il 2016 è stato l’anno più sciagurato dai tempi della peste del 1630, poichè al peggio non c’è mai fine, il 2017 alle porte si preannuncia come un anno più incerto di un terzino dell’Inter.

Ma ehi!, ottimismo.

Di sicuro il 2017 sarà un anno abbastanza significativo per quelli che come me sono nati nel 1987. E dal momento che mi sono già rassegnato a vedere quel ciuffo di capelli bianchi e ho già nella mente l’immagine di me con le mani dietro la schiena a controllare l’avanzamento dei lavori nei cantieri, credo sia giusto lastricare di qualche buona intenzione la strada che porta a questo 2017.

1. Essere meno ossessionato dall’età

Probabilmente sarà il proposito più arduo da realizzare, anche perché il mondo non fa altro che metterti pressione sul futuro, sul poco tempo a disposizione per fare qualsiasi cosa, sul fatto che c’è chi si è realizzato molto più giovane. Ecco: dovrò trovare il modo di affrontare tutto ciò con responsabilità ma anche molta serenità.

2. Perdere almeno 10 chili

Il 2016 mi ha ingrassato. Ho mangiato male, ho condotto una vita più sedentaria. In generale, mi sono preso meno cura di me stesso. Sfiderò la bilancia il 31 dicembre 2017, e voglio vedere 10 chili in meno.

3. Correre almeno 250 chilometri

Lo so, non è molto. Lo so, sembrerebbe un’appendice al punto precedente. In realtà, se dal punto di vista fisico è un proposito assolutamente realizzabile (è una media di meno di 5 km a settimana), la vera sfida per me sarà trovare il tempo e soprattutto la costanza di andare a correre almeno una volta a settimana.

4. Risparmiare di più

Ho sempre pensato che i soldi fossero soltanto un mezzo e non un fine. Il paradosso di Easterlin spiega bene come i soldi non facciano la felicità. Tutto vero. Solo che poi ci sarebbero le bollette da pagare, la spesa da fare, un futuro incerto al quale essere pronti. Mettere da parte qualcosa mese dopo mese potrebbe davvero fare la differenza a fine anno.
Capito Amazon? Non comprerò quella stupida cassa bluetooth impermeabile da doccia con ventosa.  D’ora in poi solo spese intelligenti, tipo quella del punto 5.

5. Visitare (di nuovo) Londra

Il 13 maggio 1967 venne pubblicato il primo singolo dei Pink Floyd e Londra si prepara a celebrare i 50 anni di una delle band più influenti del rock con una grande mostra che inaugurerà proprio il 13 maggio 2017 al Victoria & Albert Museum. Quale migliore occasione per tornare a Londra? Ci sarà persino il maiale gonfiabile!

6. Guardare tutti i top 245 film

Un pazzo utente di reddit ha stilato una classifica dei migliori 245 film in cui ha pesato le medie dei voti di ciascun film su IMDb, RottenTomatoes e MetaCritic. Ci sono più o meno tutti i film che ci si aspetterebbe di trovare, ma non mancano alcune sorprese. Oltre la metà di quei film li ho già visti, quindi si tratta di guardare circa 100 film, uno ogni tre giorni. Si può fare.

7. Leggere più di un libro al mese

Nel 2016 ho letto 10 libri. Pochi. Troppo pochi. Quest’anno proverò a leggerne almeno il doppio, il Kindle Store è sempre pieno di offerte (no, questa cosa non infrange minimamente il punto 4.)

8. Evitare di discutere con chi non capisce un cazzo fico secco

Ho fatto un salto nel passato sui miei social e ho notato che spesso mi sono trovato a discutere e sprecare il mio tempo con gente a cui, nonostante io provassi a cercare di spiegare la validità della mia tesi, stimolava il confronto allo stesso modo di uno scaldabagno rotto. Per cui nel 2017 proverò ad usare quel tempo per realizzare gli altri punti di questa lista. Mi dispiace amici creazionisti, ultragrillini, turborenziani, juventini: non sprecherò il mio tempo a spiegarvi l’evoluzione, i motivi per cui Grillo dovrebbe a volte spegnere il WiFi, i motivi per cui il governo Renzi sia stato una sciagura, contare gli scudetti.

9. Dimostrare più amore alle persone che amo

Lo so perfettamente. È scontato. Dovrebbe essere un principio base della vita di ciascuno, non un semplice proposito per il nuovo anno. Ma il 2016 mi ha sbattutto in faccia quanto sia importante amare e dimostrare di farlo.
Forse crescere davvero significa proprio questo.

10. Organizzarmi in tempo per l’ultimo dell’anno

Sono qui a scrivere questo post a poco più di 24 ore dalla mezzanotte e non ho ancora la minima idea di cosa farò. Per il prossimo anno, spero di essermi organizzato almeno 48 ore prima.

10 cose che gli italiani si meritano

  1. La bassezza di Brunetta (non quella fisica) 
  2. L’esercito di Silvio
  3. Giuliano Ferrara iscritto all’albo dei giornalisti
  4. Jovanotti considerato un poeta della musica italiana
  5. Francesco Boccia presidente della Commissione Bilancio della Camera
  6. Micaela Biancofiore <aggiungere professione a piacere qui>
  7. Discussioni infinite sull’”agibità politica” di un vecchio delinquente puttaniere di 76 anni
  8. Gli apericena
  9. I prezzi degli iPhone più cari del mondo
  10. Il pinguino Pino della Vodafone con la voce di Elio

10 cose che ho imparato nel 2012

  1. Niente che valga la pena di conoscere può essere compreso dalla mente.
  2. Soffermarsi a contemplare il significato della vita è un esercizio piuttosto futile.
  3. C’è sempre qualcosa di inutile in cui ognuno di noi eccelle.
  4. A volte è molto utile trarre la propria idea di libertà dal servilismo altrui.
  5. Pensiamo sempre troppo, sentiamo sempre troppo poco.
  6. Dire di no.
  7. Sono bravo ad elevare i gusti delle persone che mi circondano. Lo sono talmente tanto che finiscono sempre per desiderare la compagnia di gente migliore di me.
  8. Il rigore dei tedeschi può essere battuto.
  9. Il 3 novembre 2012, nella partita Juventus-Inter, il rigore su Milito non c’era.
  10. Non devo ripetermi. Non devo ripetermi. Non devo ripetermi.

10 cose da tenere in considerazione nel farsi un’idea di una persona

Col tempo ho imparato che nel farsi un’idea di una persona contano sempre di meno il titolo di studio, l’estrazione familiare e il reddito. Anzi, direi che sono altri i fattori che, seppur all’apparenza irrilevanti, hanno sempre maggior peso nell’inquadrare una persona, anche se la si conosce poco.

  1. La considerazione della “cosa pubblica”.
    Probabilmente è il più importante e copre una quantità molto ampia di comportamenti che denotano una scarsa, se non nulla, cultura del rispetto reciproco e dei beni comuni. Tali comportamenti sono significativi soprattutto nelle piccole cose, come ad esempio lasciare sporco uno spazio comune, parcheggiare occupando tre posti, tenere alta la suoneria del cellulare anche in posti dove occorrerebbe osservare  il silenzio. Come si può aspirare ad un mondo migliore se nessuno rispetta nessuno?
     
  2. I suoi pregiudizi.
    A me sembra assurdo, ma il mondo è ancora pieno di gente omofoba, xenofoba, sessista e antisemita. E stronza, principalmente.
     
  3. I suoi hobby.
    Avere degli hobby è sintomo di un carattere curioso ed appassionato. Qualsiasi hobby è una cosa positiva, dal fare sport a collezionare francobolli passando per la cinefilia e la musica rock. Ma non avere nemmeno un interesse, oltre che difficile, è davvero triste.
     
  4. L’indirizzo email.
    Ognuno di noi è stato adolescente. Ma superati i 20 anni direi che sarebbe il caso di smetterla di usare indirizzi quali cucciolotta_87@sweetmail.com e gattino_8x@puppymail.net
     
  5. Il numero medio di “k” in una frase scritta.
    Perchè la lingua di Dante fa così schifo ad una parte sempre più grande degli italiani?
     
  6. Il nome usato su Facebook.
    Diego “El Principe” Milito va bene se sei un calciatore, non sui social network.
     
  7. La lista delle persone famose che segue su Twitter.
    Cosa si può pensare di qualcuno che segue Barbara D’Urso (Barbara D’Urso!) o Rita Dalla Chiesta (Rita Dalla Chiesa!) o altri personaggi più o meno famosi (no, non ce la faccio a dire VIP) mendicando un re-tweet?
     
  8. Il modo in cui ti parla.
    Soprattutto se ti parla non guardandoti negli occhi o, peggio ancora, se risponde al telefono. L’obiezione potrebbe essere: “Sei tu che non sei interessante!”, ma quando in realtà è stata la persona in questione a chiederti di parlare di quello che, a suo dire, è la cosa più importante del mondo, allora capisci che il problema non sei affatto tu che ascolti.
     
  9. Quanto e cosa legge.
    Lo ripeterò fino alla nausea: “Il Giornale” non è un giornale, “Libero” non è libero. In verità sono molti i quotidiani che non sono nè liberi nè giornali. Dunque diventa fondamentale sapere cosa una persona legge per capire quanto è sviluppato il suo senso critico.
     
  10. Il suo blog, se ne ha uno.
    Da evitare come la peste le persone che curano un blog contenente una rubrica con elenchi, ad esempio “10 cose…”. È gente pericolosa e rompiscatole.

10 cose che ho imparato nella vita

  1. Le cose più belle accadono quando meno te l’aspetti.
  2. Per avere libertà di pensiero bisogna concedere a chiunque libertà di giudizio.
  3. Sbagliare non è affatto bello, ma è straordinariamente utile.
  4. Sciacquarsi la bocca col collutorio e mettersi il dopobarba sono due operazione da fare non contemporaneamente.
  5. In Italia esistono due categorie di tifosi: gli interisti e i rosiconi.
  6. Mai fidarsi dei benpensanti della messa della domenica mattina.
  7. Il difficile non è cambiare le cose, ma convincere gli altri che le cose possano realmente cambiare.
  8. Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’apatia.
  9. Evitare di credere nelle cose nelle quali mi dicono di credere.
  10. Amare.

10 cose che non faccio e di cui sono fiero

  1. Non penso come mi dicono di pensare.
  2. Non voto.
  3. Non fumo.
  4. Non scatto fotografie con l’unico scopo di pubblicarle su Facebook.
  5. Non guardo il Grande Fratello.
  6. Non vado in discoteca.
  7. Non ascolto Gigi D’Alessio.
  8. Non indosso abiti da 200€. Più che figo, mi sentirei un coglione.
  9. Non mi comporto bene solo la domenica mattina.
  10. Non mi riconosco nella gente. Dunque evito.