Come ieri. Come domani.

La sveglia suona alla solita ora. Apri gli occhi. Quel viaggio evanescente nel mondo dei sogni si è irrimediabilmente interrotto. I piedi che passano dal tepore delle lenzuola al freddo del pavimento ti fanno tornare alla realtà.

Apri la finestra: no, nemmeno oggi è iniziata la rivoluzione. Il mondo c’è ancora, esattamente come ieri.

Vai in cucina e accendi il gas. La moka l’hai già preparata la sera prima. Bevi il solito caffè amaro. Non lo gusti, ma non riesci ad evitare di prenderlo tutte le mattine. Come ieri. Come domani.

Meccanicamente compi le stesse azioni tutti i giorni. Non ti chiedi più il perché, lo fai e basta. Inconsapevolmente.

Esci di casa alla stessa ora tutte le mattine. Sali sullo stesso autobus, sullo stesso treno. Vedi le stesse facce del giorno prima. Vedi altre persone che meccanicamente ripetono le stesse azioni del giorno prima. Vite di sconosciuti che si trovano nel tuo stesso posto, alla tua stessa ora. Come ieri. Come domani. E li vedi così spesso che a volte accennano un sorriso o un saluto, come se la ripetizione desse un senso di familiarità.

Alcuni riescono a trovarsi a proprio agio nella quotidiana consuetudine delle cose, nel non bisogno di dimostrare ogni giorno la propria unicità. La verità è che siamo essere creativi ed istintivi imprigionati in quella realtà che alcuni hanno imparato ad apprezzare semplicemente perché cambiarla sarebbe più faticoso.

Fluisce così una nuova giornata nella clessidra della vita. Come ieri. Come domani.