L’idiota

Tra le tante mutazioni antropologiche verificatesi nel corso della storia, ce n’è una che pericolosamente sta prendendo il sopravvento. L’idiota è ormai ovunque, si è insinuato in ogni livello della società, una ramificazione tentacolare che non lascia scampo.

Un tempo l’idiota lo riconoscevi subito, era sufficiente che aprisse bocca. Oggi invece si è evoluto, ha un fare molto persuasivo,inizia a parlare e magari riesce anche a convincere il non-idiota della sua tesi, salvo poi rovinare tutto non appena si prova a scavare un pò più in profondità in quel mare di apparenza inconsistente. Ed è lì che viene fuori la vera essenza dell’idiota: il nulla.

L’idiota infatti vive la sua vita paragonandola continuamente a quella degli altri, ha ambizioni non sue e parla per sentito dire. Per queste sue caratteristiche riesce ad essere molto apprezzato dagli altri idioti, riscuote successo perché riesce ad essere accomodante con chi è più potente di lui e nel contempo è aggressivo con chi razionalmente lo mette alle strette. L’idiota è dunque uno che amministra l’altrui potere accontentandosi di viverne il riflesso.

Oscar Wilde diceva che non bisogna mai discutere con l’idiota, perché ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza. E in effetti avere una discussione con questo esemplare del genere umano è cosa assai impegnativa, se non impossibile.

Egli adotta varie tecniche, molto efficaci, ma anche molto facili da riconoscere.

Una di queste è senza dubbio alzare la voce, rispondere seccato ad una questione impegnativa tirando fuori argomenti per nulla inerenti alla discussione, a volte passando anche all’insulto. Il non-idiota, proprio per il suo non essere idiota, di solito preferisce non rispondere per non perdere il suo tempo. Di contro, l’idiota è pronto a rinfacciare al non-idiota il fatto di non rispondergli, pensando di aver avuto la meglio della diatriba verbale e compiacendosene.

Altra tecnica che riscuote molto successo è circondarsi di altri idioti pronti ad applaudirlo o incitarlo. Egli li chiama a rapporto e li scuote in una sorta di “Vedi? Vedi come lo distruggo?”. Un supporto che nella sua mente dovrebbe avere lo scopo di intimidire il non-idiota, il quale dal canto suo continua a rimanere impassibile nella sua posizione e nella sua intenzione di non voler sprecare il suo tempo.

L’ultima tecnica, forse la più diffusa, è quella che fa dell’idiota un ipocrita, un tecnica che conferisce un senso di rispettabilità al proprio istinto di sopravvivenza. L’apparenza cela l’ipocrisia e il modo in cui ci si presenta diventa fondamentale, necessario per conquistare l’approvazione altrui. L’idiota quindi cura l’abito, ha una stretta di mano ferma, un sorriso convincente e uno sguardo rassicurante. Ed è sempre pronto a colpire la preda alle spalle, quando meno se l’aspetta, quando fa più male.

Le cause che hanno portato a questa mutazione dell’idiota sono molteplici, vanno ricercate senz’altro in uno svuotamento delle coscienze e in una generale esacerbazione del conservatorismo sociale.
Un tempo l’idiota era un essere subalterno, passivo, con poco potere decisionale. Una pecora di orwelliana/watersiana memoria che nel corso degli anni ha preso i tratti aggressivi del cane, ovvero ambizioso e spietato ma poco consapevole del proprio ruolo nello schema generale, e nel contempo i tratti del maiale, arrogante e borioso, il cui potere è viene esercitato in ogni ambito, anche nei più circoscritti, quotidiani. Spesso represso, con una visione del mondo limitata, proietta il proprio lato oscuro sugli altri cercando di combatterlo. L’idiota fa suoi i caratteri peggiori di ognuna di queste figure animalesche.

La cosa davvero triste è che l’idiota è diventato il modello vincente in una società dove il buon senso viene costantemente ridicolizzato, dove il panorama umano è terribilmente desolante. Nella nuova figura dell’idiota potremmo riconoscerci un pò tutti.

Senza nemmeno accorgercene, senza nemmeno avere il tempo di compatirne la pateticità, l’idiota sarà in tutti noi.