Macerie

La solita scena, il solito copione visto e rivisto. Un’emergenza continua, un continuo SMS solidale.
La vita delle persone che cambia in una notte, una maledetta notte in cui la terra trema, la Natura si ribella e mostra la sua forza. Le case che si sbriciolano sotto i colpi di sismi che altrove non scalferebbero nemmeno l’intonaco di un pollaio.

Eccolo il vero spread.
Uno spread culturale che porta certi sindaci ad evitare di denunciare il rischio sismico del territorio che amministrano per paura di un freno allo sviluppo economico per via di regole più severe. Regole che quando ci sono si fa fatica a rispettare e quando si infrangono non portano ad adeguate pene. Il ministro di turno che snocciola le cifre necessarie alla ricostruzione e alla messa in sicurezza del territorio, quelle cifre che in futuro verranno investite in un progetto a lungo termine. Il tutto in un futuro che non arriva mai.

Fino alla prossima emergenza, quando il copione si ripeterà di nuovo. Gli eroi col casco giallo scaveranno ed estrarranno un uomo vivo rimasto incastrato sotto i calcinacci, una donna incinta, un’anziana abbandonata. Tante piccole storie di speranza e di dolore, di solidarietà e di rassegnazione. E nel centro storico distrutto il reporter avanzerà in compagnia del suo cameraman fin dove è possibile arrivare, non oltre i nastri che delimitano le zone a rischio crolli. A documentare il silenzio assordante della città fantasma, l’assenza di vita nella zona divenuta rossa.

Le coscienze di tutti si allineano in una grande coscienza comune, ma dello Stato non restano che le macerie.