10 cose da tenere in considerazione nel farsi un’idea di una persona

Col tempo ho imparato che nel farsi un’idea di una persona contano sempre di meno il titolo di studio, l’estrazione familiare e il reddito. Anzi, direi che sono altri i fattori che, seppur all’apparenza irrilevanti, hanno sempre maggior peso nell’inquadrare una persona, anche se la si conosce poco.

  1. La considerazione della “cosa pubblica”.
    Probabilmente è il più importante e copre una quantità molto ampia di comportamenti che denotano una scarsa, se non nulla, cultura del rispetto reciproco e dei beni comuni. Tali comportamenti sono significativi soprattutto nelle piccole cose, come ad esempio lasciare sporco uno spazio comune, parcheggiare occupando tre posti, tenere alta la suoneria del cellulare anche in posti dove occorrerebbe osservare  il silenzio. Come si può aspirare ad un mondo migliore se nessuno rispetta nessuno?
     
  2. I suoi pregiudizi.
    A me sembra assurdo, ma il mondo è ancora pieno di gente omofoba, xenofoba, sessista e antisemita. E stronza, principalmente.
     
  3. I suoi hobby.
    Avere degli hobby è sintomo di un carattere curioso ed appassionato. Qualsiasi hobby è una cosa positiva, dal fare sport a collezionare francobolli passando per la cinefilia e la musica rock. Ma non avere nemmeno un interesse, oltre che difficile, è davvero triste.
     
  4. L’indirizzo email.
    Ognuno di noi è stato adolescente. Ma superati i 20 anni direi che sarebbe il caso di smetterla di usare indirizzi quali cucciolotta_87@sweetmail.com e gattino_8x@puppymail.net
     
  5. Il numero medio di “k” in una frase scritta.
    Perchè la lingua di Dante fa così schifo ad una parte sempre più grande degli italiani?
     
  6. Il nome usato su Facebook.
    Diego “El Principe” Milito va bene se sei un calciatore, non sui social network.
     
  7. La lista delle persone famose che segue su Twitter.
    Cosa si può pensare di qualcuno che segue Barbara D’Urso (Barbara D’Urso!) o Rita Dalla Chiesta (Rita Dalla Chiesa!) o altri personaggi più o meno famosi (no, non ce la faccio a dire VIP) mendicando un re-tweet?
     
  8. Il modo in cui ti parla.
    Soprattutto se ti parla non guardandoti negli occhi o, peggio ancora, se risponde al telefono. L’obiezione potrebbe essere: “Sei tu che non sei interessante!”, ma quando in realtà è stata la persona in questione a chiederti di parlare di quello che, a suo dire, è la cosa più importante del mondo, allora capisci che il problema non sei affatto tu che ascolti.
     
  9. Quanto e cosa legge.
    Lo ripeterò fino alla nausea: “Il Giornale” non è un giornale, “Libero” non è libero. In verità sono molti i quotidiani che non sono nè liberi nè giornali. Dunque diventa fondamentale sapere cosa una persona legge per capire quanto è sviluppato il suo senso critico.
     
  10. Il suo blog, se ne ha uno.
    Da evitare come la peste le persone che curano un blog contenente una rubrica con elenchi, ad esempio “10 cose…”. È gente pericolosa e rompiscatole.