Complici

In una democrazia sana la maggioranza vince. Ma, cosa ancora più importante, in un Paese sano è la maggioranza sana che merita di vincere.

L’Italia che vedo non è un paese sano, non perché la maggioranza non sia sana, ma perché una maggioranza sana attualmente non esiste, è tutta da costruire. Costruire, o forse distruggere quella esistente. Niente violenza, sia chiaro. La distruzione dev’essere ideologica, basarsi su presupposti morali, di gente informata e che non dimentica. Perché gli italiani, o meglio la maggioranza degli italiani, ha la memoria corta e la coscienza che tende a rimanere pulita nonostante tutto.

Il risultato? Corruzione alle stelle, incapaci nei ruoli dirigenziali più importanti, piduisti al governo, informazione di regime, giustizia severa con i deboli e clemente con i potenti. Un sistema marcio dalle fondamenta, nel quale il cittadino cosciente (in minoranza) ne è la vittima. Bisogna quindi entrare in nuovo ordine di idee in base al quale chi vota questa gente ne è complice, chi si indigna seduto in poltrona e poi va a dormire sereno è co-responsabile di questa situazione.

Ma tutto verrà dimenticato, quando arriveranno nuove elezioni la memoria corta del popolo prevarrà e in parlamento siederà sempre la solita gente.
E vedremo di nuovo Cicchitto (tessera P2 N°2232), Gabriella Carlucci (Gabriella Carlucci, cazzo!), Gasparri (Gasparri!!!), uno che non sa usare Twitter se non per dimostrare la sua ignoranza ed è stato Ministro (Ministro!) delle Telecomunicazioni. Vedremo ancora Rutelli (dal cui conto spariscono 13 milioni di Euro e lui si giustifica dicendo di essere un politico, non un ragioniere), i leghisti (cazzo, i leghisti che urlavano “Roma Ladrona!”) con Renzo Bossi (che non chiamo “Trota” per non offendere le trote), l’UDC di Casini e Cesa, il PD di Bersani e Rosy Bindi (che si vantano di rappresentare “il nuovo della politica”).
Nel caso però ne fossimo stanchi e non volessimo più trovarceli in Parlamento c’è da stare tranquilli, perché la nuova legge elettorale firmata Alfano-Bersani-Casini (tutti e tre insieme al Bifidus della Marcuzzi fanno un baffo) non ce lo permetterà: soglia di sbarramento altissima, niente preferenza diretta e niente obbligo di indicare la coalizione di governo. Alé! Votate chi vi pare, vinceranno sempre loro! Niente Parlamento a gente pulita, niente Movimento 5 stelle per favore: farebbero aumentare il numero di incensurati e sarebbe una vergogna!

Guai a parlare di antipolitica, però! Come ricorda sempre Giletti (Giletti!) dal suo ridico teatrino pomeridiano della domenica, l’antipolitica porta solo alla violenza. Qualcuno però dovrebbe ricordare a chi come lui ha una simile, assurda ed ignobile idea che essere contrari ai partiti dei corrotti, dei collusi, degli incapaci e dei ladri (come altro si può definire uno che ruba soldi pubblici?) non è antipolitica: è una cosa sacrosanta, una cosa buona e giusta, è sintomo di altezza morale.

In realtà è facile scegliere da che parte stare. Ti informi (da fonti indipendenti e libere) e agisci (nel tuo piccolo) per cambiare le cose? Fai parte dell’Italia migliore (il contrario di quello che pensava Brunetta, per capirci), sei parte di quei tanti, ma ancora pochi, che vogliono che le cose cambino davvero e ci credono fortemente. Sei un ignorante (nel senso buono del termine, o forse no?), ti informi  grazie ad una certa stampa e chiedendoti il perché del marciume che vediamo ti rispondi che è sempre stato così e sarà sempre così? Sei un complice. Il fatto che tu lo sia consapevolmente o inconsapevolmente fa poca differenza.