Pericolo rassegnazione

Ora come ora penso che il pericolo più grande sia la rassegnazione.

È ormai chiaro che in questo paese si è creata una spaccatura insanabile, tra noi (popolo) e loro (classe dirigente). Us and Them, cantavano i Pink Floyd, and after all we’re only ordinary men. Credo bisogni ripartire da lì, dal nostro essere persone ordinarie, che hanno coscienza delle cose, che vivono la realtà e che cercano di realizzare il mondo in cui vorrebbero vivere. In sintesi, tornare alla democrazia, e non sarà facile.

Noi andiamo a votare in massa ad un referendum contro il nucleare e contro la privatizzazione dell’acqua?
Loro dicono che “ripresenteranno le leggi pari pari”.
Noi raccogliamo firme per un parlamento senza condannati in via definitiva?
Loro se ne infischiano.
Noi scegliamo di abolire i finanziamenti ai partiti?
Loro intascano 1 miliardo di Euro di “rimborsi elettorali”.
Noi scegliamo sempre più numerosi il web come mezzo di informazione?
Loro presentano decreti legge farciti di commi per limitare la libertà di Internet (DDL 1415B – p.24, comma 29.a).
Noi chiediamo a gran voce che la legge valga davvero per tutti?
Loro depenalizzano i reati di cui sono accusati,  mettono i bastoni tra le ruote alla giustizia.
Noi protestiamo pacificamente contro un’opera inutile e pericolosa come la TAV? Loro ci mandano un esercito di poliziotti antisommossa.
Noi che facciamo parte del mondo dei vivi ci rendiamo conto che la situazione sta precipitando?
Loro che fanno parte del mondo dei morti ci rassicurano, ci dicono che va tutto bene, che siamo degli allarmisti.

Bisogna tenere gli occhi aperti, la guardia alta, tenere allenato il proprio spirito critico, pensare con la propria testa. La spaccatura tra noi e loro non sarà mai colmata, e sinceramente non ci teniamo affatto a farlo, dal momento che non l’abbiamo creata noi. Ma credo che la storia non farà sconti a questa gente. L’importante sarà non rassegnarsi.