Alimentazione artificiale o morte dignitosa

Come era immaginabile, dopo appena una decina di giorni la notizia della morte di Eluana Englaro ha lasciato spazio ad altre notizie, quali la morte della sinistra italiana, e la morte della canzone italiana con il festival di Sanremo.
La vicenda mi ha fatto riflettere. Mi sono reso conto di quanto sia pericoloso affidare la propria vita a qualcun’altro, e quanto sia importante mettere in chiaro la propria volontà quando se ne hanno le possibilità.
Ho trovato assurda la volontà di imporre l’alimentazione a una persona che non l’avrebbe voluta, e avrebbe preferito una morte dignitosa, in nome di valori religiosi che non mal si addicono ad uno stato laico. Credo che chi crede in certi valori debba crederci per sé, e non imporli. Quello che mi fa sorridere è l’ipocrisia di una classe politica che ha preso a cuore questa vicenda proclamandosi amante della vita, dichiarando che nel 2009 non si può far morire di fame e di sete una persona. Chissà se questa classe politica la pensa così anche per i clandestini nei CPT. Anche in quel caso sono amanti della vita? Anche in quel caso si indignerebbero così tanto per la vita di una persona?