Il mondo entra dall’uscita ed esce dall’entrata

Lo spirito di appartenenza ad una nazione in me sta svanendo. Non riesco a trovare risposta a nessuna delle mie domande sul futuro, ma questo non credo sia una questione di essere pessimisti o ottimisti, ma una semplice considerazione fatta guardando alla situazione odierna della società in cui vivo. Ho smesso di sentirmi un cittadino semplicemente aprendo gli occhi: ho visto un mondo al contrario, dove gli onesti soffrono e i falsi regnano, dove gli idioti sono pieni di sè e gli intelligenti sono pieni di dubbi,  dove chi ha problemi con la legge legifera, dove chi dice le cose come stanno veramente è scomodo, dove chi ha un’idea non trova i mezzi per realizzarla, dove non contano le tue capacità, ma le tue amicizie, o le amicizie dei tuoi amici, dove la televisione propina merda in continuazione, dove pagare il canone Rai vuol dire pagare il compenso a ospiti di Sanremo, dove Riotta e Fede possono fare i direttori di giornali, dove Veltroni parla di "nuovo della politica" e Berlusconi parla di "moralità della politica". Ma che paese è questo? E solo l’Italia che va a rotoli oppure è tutto il mondo che va incontro alla catastrofe ma con leggerezza? Forse sono troppo pessimista, o forse lo sono troppo poco. A volte piccole cose, le più stupide, sono l’immagine della società: basta prendere un autobus e vedere quante persone sono lì davanti alla porta dell’uscita che aspettano di entrare.

  

  • Maria Giulia Gemignani

    “Dove gli onesti soffrono e i falsi regnano”.
    Sono anche io un onesta che soffre, subordinata a dei falsi che regnano.
    Soffro, inutile dirlo, ma starsi a fare domande per me è peggio, mi intrigo in pensieri che hanno perso la bussola.
    Non voglio sapere la verità perchè inconsciamente so già qual’è ma so che non mi servirà a niente, non mi servirà a non soffrire, anzi semmai verrà usata contro di me.