Il giorno in cui capii di essere diventato grande

Il giorno in cui capii di essere diventato grande mi trovavo in Inghilterra, a Chesham precisamente, presso il White Hill Centre, una scuola arroccata su una collina, dove più o meno tutti i giorni il prof. Król ci dava lezioni di inglese. Era il 7 Agosto 2006, il penultimo giorno in Inghilterra, l’ultimo al White Hill Centre, l’ultima lezione di Król che avrei seguito in vita mia. Come al suo solito, Król decise di farci ascoltare una canzone (metodo d’insegnamento da me adoratissimo), e ci fece ascoltare “The tide is turning” di Roger Waters. Conoscevo già quella canzone, ma non avrei mai immaginato che da quel momento in poi sarebbe entrata così prepotentemente nella mia vita. A parte la bellezza di quel brano, ricordo benissimo la magia di quel momento. Mi rimarrano per sempre impresse nella mente quelle immagini, quelle facce che durante tutta la canzone non smettevo di osservare. E mentre la musica mi entrava dentro l’anima, mentre il mio sguardo scrutava l’intera stanza e ogni volto che incontrava, pensavo che da lì a poco avrei dovuto iniziare a fare i conti con il mio futuro, con la mia vita, che era finito il tempo di scherzare, che era finito il tempo di vivere in una campana di vetro, in una realtà ovattata.
Quello fu il giorno in cui per la prima volta mi resi conto di essere diventato grande, che avevo delle responsabilità, che avrei dovuto decidere dela mia vita da solo. Era proprio vero che “La marea stava cambiando”. Thank U, Król.

  • Michela Maffucci

    mmm, paradossalmente mi ritrovo qui a dirti che è la stessa canzone che fa da colonna sonora al giorno in cui io sono diventata grande, o in cui capii di non essere più piccola… the tide is really turned, my old friend, I hope we will better
    thank u krol, I agree with you Caniacciooooo and T V really B

  • Bibbi Barbaria

    Grande Mr. Kròl! Professore di inglese professore di vita! C’ero anch’io su quei banchi qualche anno prima di te! Non dimenticheró mai la bellezza di quei posti, il pavimento in legno che scricchiolava ad ogni passo, Chesham e i negozietti del centro… E quel senso di libertà che un pó a tutti noi adolescenti, lontani da casa, ci faceva davvero sentire un pó più GRANDI!! Mi unisco al coro… Thank You Mr Kròl!!